SPIEGARE LA RESISTENZA


.."No, non dite di essere scoraggiati, di non volere più sapere. Pensate che tutto è successo perché non ne avete più voluto sapere." (Giacomo Ulivi - partigiano da Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza)


POST PUBBLICATI E ARGOMENTI


<>EUGENIO CURIEL : LA PARTE MIGLIORE DELLA GIOVENTU' ITALIANA (*)


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<>I RAGAZZI E IL PARTIGIANO







venerdì 27 aprile 2012

LICEO SCIENTIFICO PRIMO LEVI 5 NOVEMBRE 2010 SU PARTIGIANI E FASCISTI

Dall'intervento di Primo De Lazzzari all'incontro "Diritti umani nuovo codice dell'umanità" del 5-11-2010 al Liceo Scientifico Primo Levi.

giovedì 8 dicembre 2011

Riflessioni attorno a un libro di Primo De Lazzari
Ragazzi della Resistenza.


Del Risorgimento. Di oggi.

di Gianfranco Pagliarulo

Il suo nome di battaglia era “il Bocia”. Non aveva ancora vent’anni quando ha fatto il partigiano. Primo De Lazzari. Avevo letto alcuni anni fa un suo interessante volume dal titolo “Le SS italiane”. Lo incontrato alcuni giorni fa. Mi ha consegnato un suo libro che mi era sfuggito: “Ragazzi della Resistenza”, Teti Editore, 2008. Poi è avvenuta una cosa strana: ho iniziato a leggere quelle pagine in autobus, mentre tornavo a casa, e subito ho provato una sorta di colpo allo stomaco quando ho letto i versi di Joyce Salvadori Lussu, partigiana e madre, perché, come scrive De Lazzari – è la prima frase del libro - “dove ci sono i giovanissimi, ci sono naturalmente le madri”.
“E aggiunsi legna nel focolare
come se tu dovessi tornare,
figlio. E misi il mantello e i guanti di lana
e presi la borsa per scendere nel paese;
e m’avviai fuori dall’uscio nella tramontana
fredda, col mio stupore senza fine.
Quando appoggiai il tuo capo pesante sul mio
braccio,
i tuoi capelli sapevano di sangue e terra.
Come queste foglie morte di faggio
molli ai germogli di primavera”.
Il libro di De Lazzari presenta la vita – e la morte – di tanti ragazzi che hanno combattuto contro i nazifascisti. “…nato a Napoli nel 1932. Napoli, 28/29 settembre 1943”, “…nato a Napoli nel 1930. Napoli, 28 settembre 1943”, “Giovane, sedicenne, pur essendo edotto del pericolo… Capua, 5 ottobre 1943”, “Non aveva ancora compiuto 16 anni, quando… Trovata in un fosso, nel comune di S. Pier d’Isonzo”, “Giovanetto quattordicenne… Castiolo d’Alba, 15 febbraio 1945”. E così via, una lunga scia di ragazzi e di adolescenti. Ammazzati.
Scrive De Lazzari: “Ho sentito (…) che il vivo di quell’esperienza non era lontano”, “Le ragioni di uno scendere in campo. Il coraggio e la paura. La vita degli altri: anche quella dei nemici”.
Ho pensato a quelle ragioni che hanno portato tanti ragazzi a combattere, consapevoli del rischio che correvano. E non ho potuto non ricordare quello che è avvenuto negli ultimi vent’anni quando, rispetto a quel passato, la coscienza è sembrata acquetata, la memoria rimossa, e tutto è stato equiparato come se sì, il fascismo ha compiuto degli errori, ma in fondo anche gli altri, e c’erano “i comunisti” cattivi , e così delirando.

mercoledì 6 luglio 2011

I RAGAZZI E IL PARTIGIANO

(visita a Via Tasso)


"Spero di aver dato qualcosa a tante giovani coscienze, 'ho ripetuto alla manifesta-zione conclusiva del Progetto "Racconti di Memorta*, alle tante classi dellie scuole. Certamente, ho ricevuto molto. Vorrei spiegare perché. In primo luogo,vare tanto interesse eà, voglia di nuovoe conoscenze da parte dei ragazzi è motivo di. Perché si tratta di buoni segnali di speranza, in un mondo di adulti dovè la speranza è scarsaabbondante la delusione.cercato di trasmetterestudenti motivi ideali,etiche, ragioni discelta che ci avevanoa prendere parte alla, soprattutto perliil nostro Paese dalla crudele occupazione nazista, sostenuta dalledel risorto fascismoha voluto chiamarsi Repubblica sociale italiana. Hoosservato che malgrado la novità degli interrogativi rispetto a quelli cheposto i ragazzimia epoca giovanile,di comune lega laù di oggi a quella di allora : il desiderio di impegnarsi per cause nobili, la dispoibilità a spendersi nella solidarietà, la ricerca diautentici. Ho cercatocon parole semplici di far ragionare gli studenti su quanto sia stata importante la conquista di quella libertà in coggi i ragazzi possonoe come sia necessario, sempre. Anche,esempio, conoscendo esul valore dellaCostituzione per latanti giovani partigiani persero la vita. Sono grato al Municipio XV che promuovendo "Racconti di memoria" permette questa co-noscenza dei fatti. Il loro approfondimento, lo studio nonò che nascere da una coscienza critica, dalla ragionedalla conoscenza, incentivate dal lavoro degli inse-gnanti".

( Primo de Lazzari) - Contributo su www.arvalia.net giugno 2005