lunedì 24 ottobre 2016
L' OMAGGIO A PRIMO DE LAZZARI "BOCIA" - PRESENTATO DA GIANFRANCO PAGLIARULO E SVOLTOSI A ROMA PRESSO LA VILLETTA DELLA GARBATELLA IL 15 OTTOBRE 2016
Un grazie a tutti gli amici che hanno reso l'Omaggio a Primo del 15 ottobre un evento vibrante, al conduttore intelligente Gianfranco Pagliarulo agli esperti del suono e video Walter, Libero,Mauro ,Hayder, a Marco Vanni e Marcello Romagnoli, ai testimoni, a Cristina Manzone, a Francesca Caroppo, a Sergio col suo bell'intervento sui libri di primo,al bel contributo video di Marina Ferrante, a Carmen Minieri , a Patrizia Pierro , Claudia Massaro e Rossella Romano lettori di poesie a Marianna attrice alla solidarietà e disponibilità di tutti gli altri. a Dante ,a Giovanni Villarà, a Gabriella Magnano e all'ospitalità della VILLETTA.e a Carmela grafica eccellente.
(SERENA D'ARBELA)

domenica 23 ottobre 2016
PRIMO DE LAZZARI DETTO "IL BOCIA" DI ELIO MATARAZZO ARTICOLO 21
PRIMO DE LAZZARI DETTO "IL BOCIA" DI ELIO MATARAZZO ARTICOLO 21
E come potevamo noi cantare con il piede straniero sopra il cuore, fra i morti abbandonati nelle piazze (Salvatore Quasimodo)
Con questa frase Il 15 ottobre 2016 Gianfranco Pagliarulo, direttore del quindicinale dell’Anpi on line Patria Indipendente ha presentato e condotto alla Villetta (Garbatella, Roma) il ricordo di Primo De lazzari, organizzato dal figlio Sergio e da Serena D’Arbela, poetessa e moglie.
I partigiani che hanno combattuto il Nazifascismo hanno lasciato alle generazioni seguenti il compito di non dimenticare. Ciascuno di loro ha fatto una scelta importante, vista con gli occhi di noi contemporanei, poiché con le loro azioni e il loro sacrificio hanno consentito a noi di vivere in una democrazia, di poter esprimere le nostre opinioni e consentirlo anche a coloro nostri avversari, come sancito dall’Art 21 della costituzione.
Primo de Lazzari è stato uno di questi; all’età di 16 anni col nome di battaglia “il Bocia” é stato giovanissimo Partigiano combattente nella Brigata Garibaldi “Erminio Ferretto”. Questa è la nostra memoria collettiva, non dimenticare e far saper ai giovani che in epoche diverse alcuni loro coetanei, hanno fatto una scelta di vita importante che li ha segnati per il resto della loro esistenza. Ricordare, che nessuno deve fare questa scelta, estrema, poiché circa 70 anni fa altre persone hanno fatto una generosa azione per noi contemporanei. Raccontare le scelte di questi nostri partigiani ci porta alla mente quello che sta accadendo nelle terre non molto lontano da noi nel “Medio Oriente” dove in condizioni diverse , non avendo le possibilità di combattere per la loro libertà, molte persone scappano dalla guerra e dalla distruzione per poter vivere.
La serata in ricordo di Primo di Lazzari, scomparso il 16 febbraio 2016, è stata molto piacevole e diversa dalle commemorazioni convenzionali. Sono state ascoltate delle musiche e lette delle poesie e testimonianze su Primo. Ha iniziato Serena, poi Carmen Minieri, poi è intervenuto Gastone Malaguti partigiano bolognese dei Gap esponente dell’ANPI nazionale, poi ancora poesie, di Patrizia Pierro, poi Cristina Manzone sull’esperienza di Primo nella scuola, poi ancora Carmen con poesia e uno scritto di Primo sui giovani. Infine una performance di Gianfranco Pagliarulo dedicata a Primo, culminata in uno striscione col suo nome. Poi una prima conclusione del figlio Sergio.
Nella parte finale della serata è stato proiettato, un breve documentario tratto da un video in cui Primo in una festa per il compleanno di Serena e suo ( 80 lei e 84 lui) fa una parafrasi scherzosa e maccheronica dell’Infinito di Leopardi. Poi sono state lette delle poesie di Claudia Massaro, Rossella Romano, Lorenzo segretario della nuova FGCI ,Dante Ferrante, Renato Durante.
A conclusione proiezione del video di Marina Ferrante “Vita resistente” con alcune tappe essenziali dell’esistenza di primo in chiave poetica. Abbiamo trascorso una bella serata, molte persone hanno partecipato e mi scuso di non poter nominare tutti gli amici presenti che ringrazio anche a nome degli organizzatori con l’impegno collettivo: per non dimenticare.
“IL FUTURO HA UN CUORE ANTICO” ci ricorda Carlo Levi e questa iniziativa ha proprio questo significato. (ELIO MATARAZZO)
mercoledì 20 aprile 2016
VIVA LA LIBERTA' DI NORMAN ZOIA - ARTICOLO PUBBLICATO SU "IL PIAVE" SULLA COMMEMORAZIONE DI PRIMO DE LAZZARI A VENEZIA 21 APRILE 2016
Viva la ribeltà!
di Norman Zoia
VENEZIA. Tre anni fa ci siamo occupati di Vetro Soffiato, raccolta lirica firmata da Serena D'Arbela. Un bel libro, ancor più impreziosito dalla prefazione di Valentino Zeichen, tra i massimi poeti viventi. Le pagine trapuntate da illustrazioni di Valeria, sorella dell'autrice e pittrice sopraffina. La copertina e alcune immagini a cura del figlio Sergio De Lazzari, insomma una reunion romana, artistica e familiare. Giovedì prossimo alle 17 la D'Arbela porterà fervida testimonianza nel capoluogo lagunare, presso la Scoletta dei Calegheri di Campo San Tomà, contestualmente all'incontro in memoria del compagno - e compagno della sua vita - Primo De Lazzari (qui sopra poco più che sedicenne e nell'ultimo periodo), ragazzo partigiano che col nome di battaglia Bocia è stato sul fronte interno della nostra zona, particolarmente a Marcon. L'appuntamento, introdotto da Sandra Savogin, è organizzato dall'Istituto veneziano della Resistenza e della società contemporanea, dall'Anpi 7 Martiri e da rEsistenze in collaborazione con le Municipalità di Venezia, Murano e Burano. In Rete non mancano per fortuna spezzoni audiovisivi dell'indimenticato De Lazzari (che ho avuto il privilegio di conoscere nella Milano degli anni settanta) a raccontarci intensi tratti di storia. Tra questi anche un Omaggio della nipote Marina Ferrante che si avvale inoltre della voce di Gianfranco D'Alessandra e del sottoscritto. Un Omaggio da parte di chi quel ragazzo della Resistenza ha sempre nel cuore. Perché «il Primo Bocia non si scorda mai». http://www.ilpiave.it/index.php?id=658&lang_id=ita
venerdì 15 aprile 2016
giovedì 14 aprile 2016
C.V.L. BRIGATA GARIBALDI E. FERRETTO
Non posso dimenticare Primo quando usciva di casa con pesantii cartelle piene di documenti sulla Resistenza per mostrarli ai ragazzi delle Scuole e insegnar loro la storia "sconosciuta" del nostro Paese. In ogni cartella c'è un argomento e libri, appunti e richiami. Ora cerco di creare degli itinerari con questo materiale a cui lui ha dedicato tanto tempo perchè serva ancora. Non chiacchierava,non comiziava esponeva fatti aperti alla discussione. (Serena D'Arbela)
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